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PRIME
NOTIZIE STORICHE ed ORIGINI del NOME
Affacciata sull'antica Salaria, prima dell'occupazione romana la zona era
sotto l'influsso di popolazioni etrusche e sabine. Paggese
entra nella storia scritta durante la prima presenza Farfense nell'acquasantano:
il suo nome è Luco (dal latino Lucus
ossia bosco sacro). Attorno al 1039 d.C. l'abbazia di Farfa possedeva
numerose contrade in territorio acquasantano . Molti nobili avevano fatto
donazioni tanto da creare un vero e proprio territorio farfense. Sotto
l'Abate Suppone avvengono le donazioni più vistose. L'Abbazia di Farfa
entra in possesso delle terre situate ad est di Paggese che si estendono
entro i confini delimitati dal fosso del Luco, dal Tronto e dai fiumi
Castellano e Fluvione. Nello stesso anno, riceve il castello di Luco con
la chiesa di Sant'Angelo, i territori di Canale, Padule, Tufolo, Campo di
Villa, Cangiano e Pomario donati da Ilperino e sua moglie Ladi. S.Angelo
in Salmacina
(o dell’Acquapuzza) era la chiesa di Paggese prima del 1275, anno in
cui fu edificata S.Lorenzo ed era quella di posta ad occidente della
Villa. L'attuale Villa Paggese mantiene il nome di Castello
di Luco fino a tutto il 500, ma viene chiamata dal popolo Pajese
per distinguerla dal borgo che era l'attuale Villa Luco; con terminologia
ecclesiastica, invece, il territorio era chiamato Villa S.Lorenzo. Il termine Pagese,
vicino ormai al toponimo moderno, comincia ad apparire in documenti
ecclesiastici fin dal 1413 ma si consolida solo nei secoli successivi.
Nei
documenti farfensi molti nomi di donatori sono di origine germanica o
longobarda, e buona parte dei luoghi donati appartengono alla
toponomastica latina, ma sono presenti anche nomi di guerrieri Ostrogoti
addormentati nei loro paludamenti guerreschi sulla piana di Cagnano e
Romani le cui terme, ville, necropoli e tempietti giacciono coperti di
detriti secolari accumulati dai venti e dalle piogge. Alcuni rinvenimenti
archeologici nella zona convalidano le fonti di ricerca come ad esempio il
tesoretto monetale rinvenuto nel 1883 sul tratto di strada S.Maria-Paggese,
consistente in monete d'argento dei primi tre secoli d.C.. Degli anni
476-489 d.C. parlano eloquentemente sette tombe ostrogote scoperte, per
caso, nei pressi di Cagnano sul volgere dei nostri anni 50. Le chiese di
Paggese, Acquasanta e S.Maria dipendono dal monastero di S.Marco alle
Vene, situato a ridosso del Colle S.Marco di Ascoli. Già prima del 1286
il monastero ha rapporto con la Montagna perchè acquista dai Guiderocchi
di Cagnano diverse terre, una di queste, sita in plano Aquasanche, viene
rivenduta sotto il priorato di fra Bartolomeo, alla magnifica città di
Ascoli. Secondo il Pastori (1802) San Lorenzo fu edificata dai monaci di
S.Marco nel 1275 per utilità dei fedeli del luogo. Ai suoi tempi era
visibile nella chiesa la data MCCLXXV, che egli interpretava come data di
fondazione dell'edificio e che oggi può leggersi ancora nel locale
adibito a sala di riunione a lato della chiesa medesima: l'ultimo
officiatore rintracciato è Leonardo Blancini da Salerno; il primo rettore
rintracciato è donno Berardo Jachino Jachini; il primo rettore eletto dai
patroni è donno Johanne Tome Pergentilis da Ascoli. Nel 1385 cessa il
potere del monastero di S.Marco alle Vene sulla chiesa di San Lorenzo che
viene concessa in Commenda alla
nobile famiglia Sgariglia di Ascoli. La visita pastorale del vescovo
Aragona del 1580, trova S.Lorenzo chiesa Jus
patronatus della famiglia Sgariglia e tale rimarrà fino ai tempi di
don Pietro Bruni, ai primi del 900.
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IL
QUATTROCENTO
ANNO
1459 "L' HOSPITALES"
Attorno
al 1459, contiguo alla chiesa di Paggese, sorge un
hospitale per accogliere viandanti e pellegrini; al bisogno per malati
e poveri. Riceve molti lasciti testamentari e i notai vi rogano, a volte,
i loro atti.
IL
CINQUECENTO
Il
prestigio di Villa San Lorenzo
diviene grandissimo nel 1500 perchè è sede del Parlamento di tutto il
territorio acquasantano; l’assemblea degli “homines di Acquasanta,
Cagnano, Santa Maria de Aquis, Arola,
Torri, Piedicava, Valledacqua, Collematrello e Luco si svolgeva
comodamente nella loggia annessa allla chiesa, oggi sala riunioni e
denominata "Sala del Parlamento".
ANNO
1500 "CARESTIA E PESTE"
Tali
sventure si verificano già agli inizi del secolo XVI. L'imperversare
della tragedia deve essere stato molto violento perchè il diffuso ricorso
ai protettori celesti S.Sebastiano e S.Rocco (vedi dipinti del tabernacolo
a sinistra della navata principale datato 1510) mostra quanta poca
speranza la gente riponesse nei mezzi umani. Accanto alla chiesa di
S.Lorenzo viene edificata nello stesso periodo una cappella dedicata a
S.Rocco. Notizie più consistenti si rinvengono a proposito della tremenda
peste che imperversa dal luglio 1526 a tutto il 1528. Il flagello ha
inizio nella Montagna acquasantana con una invasione di cavallette che
distrugge ogni cosa. Ne consegue una tremenda pestilenza che si abbatte,
con virulenza implacabile sulle popolazioni inermi. Per le precauzioni del
caso, si rogano testamenti in maniera del tutto inconsueta: in Luco, una
donna malata fa testamento sul balcone di casa Giovanni Latini Centij. Un
prato la divide dalla colombaia su cui si trovano i testimoni e il notaio.
La terza e più grande carestia si verifica alla fine del secolo.
IL
BANDITISMO
La
bufera del banditismo coinvolge Paggese ed a fine secolo si erigono
muraglioni per impedire ai banditi razzie ed accesso notturno ai magazzini
di deposito delle derrate
ORGANIZZAZIONE
POLITICA, IL SINDICATO
Nel
500, dunque, la loggia della chiesa di S.Lorenzo in Paggese ospita il Parlamento
del Sindicato. Il parlamento generale è l'atto più solenne della vita
civile del Sindicato. Esso è composto dai Massari di regimine (detti
priori nel 600) e i massari delle singole ville; si tratta di uomini
eletti due per villa, ogni due mesi tra una discreta rosa di comunisti
(abitanti del comune), estratti a sorte da una cassettina chiamata
bussola. Il Parlamento è indetto dal consiglio ristretto formato dal
podestà e dai massari di regimine, è bandito "Alta et clara
voce" in tutte le ville dal bajuolo (messo comunale), è convocata
all'ora prevista col suono della campana e tenuto in luogo atto ad
ospitare gli "homines et universitas del sindicato".
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IL
SEICENTO E IL SETTECENTO
Nel
seicento il territorio acquasantano torna sotto l’influenza di Farfa che
nulla può però su Paggese e Luco, saldamente in mano dei nobili
Sgariglia. Il secolo vede inoltre le dispute per diritti di pascolo della
Comunità di Paggese con Cagnano e con Forcella.
IL
settecento si apre col forte terremoto del 1703 e viene ricordato come
anno di carestie, succedutesi nel 1716, nel 1728, 1762-64, 1782 e
soprattutto 1793-97, di pestilenze come quella degli anni ‘40
sviluppatasi a seguito del passaggio delle truppe Spagnole, napoletane ed
austriache nel territorio della Marca e di quella del 1632 come testimonia
un graffito visibile ancora oggi sul grande affresco della “Sala del
Parlamento.
Nel
1705 Mastro Emidio Morganti fonde la campana grande (restaurata nel 1589 a
cura di Giuseppe Ninni di
Lanciano) per farne due, “... perchè era grossa, rotta e del peso di
cinque quintali...” ma su un altro graffito si legge che nella loggia
“ a dì 20 luglio 1720 fu terminata la fusione delle
campane in numero di otto da mastro Loreto Desiati Campanaro...”.
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L’
OTTOCENTO
I
grandi sconvolgimenti sociali e politici che animano la storia italiana
dall’epopea napoleonica dell’inizio del secolo, la Repubblica Romana
del ‘49 e, soprattutto l’annessione del 1860 al Regno d’Italia
provocano grandi turbolenze che sfociano nella zona dell’acquasantano a
più riprese nel fenomeno del Banditismo.
All’inizio
del secolo il “Brigante” più famoso è Giuseppe Costantini detto
Sciabolone da Lisciano, negli anni cinquanta e sesssata le gesta di
Giovanni Piccioni “aiutante maggiore dei Volontari Pontifici” e dei
suoi figli infiamma la montagna. Nella prima decade di gennaio del 1861 a
Paggese i Papalini con a capo Alessandro Vannarelli di Valledacqua e Don
Velenosi organizzano la spedizione
su Arquata , sede di mandamento. Sotto la loggia della Chiesa di San
Lorenzo la truppa è ricevuta con onore dai Curati Riti di Luco ed
Angelini di Paggese e la vittoria contro i Piemontesi sembra a portata di mano.
Ma
la repressione dell’esercito Sabaudo comandato dal famoso generale
Alessandro Pinelli non si fa attendere, nel 1861 i Piemontesi occupano
Paggese e distruggono col fuoco la Canonica e il prezioso archivio
parrocchiale.
I
Briganti e i prelati vengono catturati, processati e condannati.
IL
NOVECENTO
Il
nostro secolo è segnato dalle guerre mondiali e dalla partecipazione
attiva alla lotta di Resistenza.
A
Paggese i Partigiani trovarono rifugio ed assistenza.
Quì
ebbero i natali Don Nicola Amici, insigne matematico e fisico, insegnante
di Enrico Fermi, Giuseppe Merlo primo Sindaco di Acquasanta dopo la
Liberazione.
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